PostHeaderIcon Valvano e Berlinguer in gita presso FENICE-EDF

Dopo l'ennesima “gita” istituzionale all'inceneritore Fenice EDF, lo scorso mercoledì 11 giugno si è tenuta la “necessaria” conferenza stampa nel Municipio di Melfi. Il sindaco Valvano, riferendosi al recente rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale, ha dichiarato che “Non vi era e non vi è la discrezionalità che quel provvedimento potesse essere negato” in evidente contrasto con quanto sentenziato dal TAR di Basilicata che invece recita “… analogamente alla VIA, anche per l’AIA risultano coinvolti rilevanti interessi pubblici di natura strategica, che implicano scelte connotate da ampia discrezionalità, per cui non può ritenersi che la competenza, attribuita alla Giunta Regionale, violi il fondamentale principio della separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, non potendo le decisioni in materia di VIA e/o di AIA essere qualificate come mera gestione amministrativa”.

Il Sindaco si è detto anche convinto che il rilascio della “patente” AIA trasformerà la “500” di Fenice EDF in un bolide degno di Le Mans. Ma il sindaco Valvano e l’assessore Berlinguer non hanno spiegato in quanto tempo avverrà questa trasformazione e soprattutto non si sa bene chi e come dovrà controllare le prescrizioni. Alcuni giorni fa lo stesso Berlinguer riferendosi all’ente deputato ai controlli ha sottolineato “i ritardi dell’agenzia ARPAB nel fornire risposte al Dipartimento Ambiente e ai cittadini, su delicate indagini ambientali”.

Pare proprio che, in realtà, le amministrazioni coinvolte non intendano fare a meno dell'inceneritore. Che senso ha autorizzare un inceneritore per gli stessi quantitativi previsti “a buon peso” oltre vent'anni fa se tutti i comuni incrementano la propria raccolta differenziata e le industrie presenti ne diminuiscono la produzione? Che senso ha autorizzare un inceneritore che inquina visto che la comunità Europea ha messo al bando discariche e inceneritori entro il 2020? Qual è l’effettivo fabbisogno di questa regione? Come si fa a stabilire la quantità necessaria se il piano regionale di rifiuti è ancora in fase di revisione?

Da una parte i cittadini dell’area nord Basilicata si sforzano di produrre sempre meno rifiuti differenziando e dall’altra sono costretti a subire l’inquinamento ambientale di un impianto che, appare ormai chiaro,  serve solo a colmare l’incapacità della Regione nella gestione del flusso dei rifiuti in netto contrasto con le Direttive Comunitarie circa la gestione di rifiuti. Incapacità, come spesso accade, che diventa occasione per il malaffare e fonte di business per le organizzazioni malavitose.

L’assessore Berlinguer ha annunciato di voler ripartire velocemente con il progetto di bonifica. Ci auguriamo che questa solerzia tenga conto del fatto che ancora non sia stata definita l’area da bonificare, che si prendano in considerazione le osservazioni dell’ISPRA di giugno 2012 ed i trivelli fatti da Fiat, BGI e Snowstorm. Rilievi che rendono superati e tragicamente risibili sia il “piano di caratterizzazione” che “l'analisi di rischio”, a suo tempo approvate dalle amministrazioni pubbliche. Insomma ci auguriamo che finalmente il piano di bonifica venga fatto in modo ineccepibile.

Nel frattempo i cittadini dell’area Vulture Alto-Bradano dovranno rassegnarsi a subire per chissà quanto tempo ancora la devastazione dell’ambiente, almeno fino a quando i “carrozzieri” di Melfi e di Potenza non saranno riusciti a trasformare il catorcio in una Ferrari.

13 giugno 2014

Comitato “Diritto alla Salute” – Lavello PZ

Ultimo aggiornamento (Venerdì 13 Giugno 2014 14:45)