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PostHeaderIcon comunicato stampa 08.12.2010

Dal Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA edizione 2009, si apprende che l’impianto di incenerimento Fenice di San Nicola di Melfi brucia 20.884,4 tonnellate di rifiuti pericolosi (rifiuti sanitari e altri rifiuti speciali). Il dato è spaventoso se si pensa che nella nostra Regione esiste solo un impianto di incenerimento mentre, per fare un esempio, in Lombardia esistono 13 impianti di incenerimento che trattano in totale 14.267,5 tonnellate di rifiuti pericolosi. Questo dato va poi ulteriormente rapportato alla quantità di Rifiuti non pericolosi trattati dall’inceneritore Fenice che è circa di 20.000,0 tonnellate annue rispetto alla quantità di Rifiuti non pericolosi trattati dai 13 impianti lombardi che supera i di 2.000.000,0 di tonnellate. Ma la cosa più inquietante è che, sempre dal Rapporto ISPRA, si evince che il solo impianto che tratta rifiuti pericolosi nel sud Italia è l’impianto di San Nicola di Melfi!

Il comitato DIRITTO ALLA SALUTE, quindi, torna a chiedere alle maggiori cariche istituzionali di questa Regione che venga effettuato un serio e costante monitoraggio dell'attività dell'inceneritore Fenice e si proceda alla bonifica dell'intera area. Inoltre, alla luce dei dati esposti, chiediamo un ridimensionamento dell'impianto Fenice EDF affinché non funga più da inceneritore di rifiuti pericolosi provenienti da ogni parte d'Italia.

Come cittadini chiediamo inoltre di sapere quali sono stati gli sviluppi dell'indagine iniziata dalla Procura della Repubblica di Melfi ed oggi trasferita a Potenza, relativa all'inquinamento causato dall'inceneritore Fenice nel febbraio del 2009. Di chi sono state le responsabilità? Quali provvedimenti sono stati adottati? Quali misure per evitare che accada ancora? Tutto ciò alla luce della lettura delle ultime rilevazioni effettuate dall'ARPAB presso l'inceneritore Fenice, da cui emerge che i livelli di tricloroetilene in uno dei pozzi superano, ancora a settembre 2010, i valori consentiti dalla legge. Quindi l'emergenza, iniziata più di un anno fa, ancora non è completamente rientrata!

Come comitato DIRITTO ALLA SALUTE abbiamo inviato, circa un mese fa, una lettera aperta con precise richieste agli assessori regionali all'Ambiente e alla Salute senza aver avuto il piacere di ricevere alcuna replica da parte degli interessati. Vorremmo ribadire, a chi amministra la cosa pubblica, che primo dovere di ogni buon amministratore è ascoltare i propri concittadini e rispondere, per quanto sia possibile, alle loro istanze.

Infine, chiediamo ancora una volta, all'amministrazione locale di Lavello che si costituisca finalmente, così come ci era stato assicurato, quel team di medici che valuti l'incidenza sulla salute delle popolazioni della presenza di fonti altamente inquinanti come, appunto, la presenza della zona industriale e dello stesso inceneritore.

Vogliamo che la nostra battaglia, come quella di tantissime altre associazioni lucane, per la difesa dell'ambiente in cui viviamo e della nostra salute, sia rispettata e che diventi un punto di forza anche delle politiche della nostra Regione.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 30 Marzo 2011 13:37)

 

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